Giovani del Partito Democratico PD per la Valle d'Aosta






Insieme a Raimondo

PD Valle d'Aosta





- INCENERITORE -

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giorgio
28/05/2008 - 19:11
"Mi diverto.

E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque. Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono. Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).

Ecco l'articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.

Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo. Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).

Capisci l'astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell'articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma. Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante. Prova ne è che sono passati 5 giorni dall'uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”

Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall'istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l'ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.” (Il pezzo non è firmato ma sta all'interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D'Amico.)

Spero ci si renda conto dell'importanza dell'ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell'informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata)potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali.Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…

FACCIAMOLI PIANGERE!
CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.

Usare la forza dell'avversario per farlo cadere".
Jacopo Fo

Frank
01/05/2008 - 12:46
A testimonianza del fatto che aprire una discarica per bruciare i rifiuti ivi contenuti per produrre energia è una boiata pazzesca vi incollo questo articolo:

La Repubblica - Lunedì 21 Aprile 2008
Cronaca di Torino
Federica Cravero

CI sono a Torino 40 mila famiglie che ogni volta che accendono una lampada o attaccano la lavatrice è come se infilassero la spina direttamente in un sacchetto della spazzatura.- Magie dell'AMIAT, che nella discarica di Basse di Stura gestisce il più efficiente impianto di recupero energetico da rifiuti in Europa, mentre si colloca tra i primi cinque al mondo per la quantità di energia prodotta, oltre 90 GW/ora nel 2007. Merito di una rete di 34 chilometri di tubi che attraversano la discarica catturando dai bocchettoni il metano prodotto dalla macerazione dei rifiuti e di 10 motori della General Electric che insieme sprigionano una potenza di 14 MW. E che sono il primo passo di una partnership con la multinazionale dell'energia che potrebbe "svilupparsi in operazioni di business non solo in Italia, ma anche all'estero - come ha prospettato l'amministratore delegato dell'AMIAT, Maurizio Magnabosco - In un gesto solo risolviamo un problema per l'ambiente e lo trasformiamo in risorsa. E consolidiamo la vocazione industriale dell'azienda, sfruttando le competenze che abbiamo acquisito e andare anche a venderle altrove".
Sembra impossibile, a vedere la collina terrazzata dove ogni giorno una fila ininterrotta di camion va, si pesa e scarica l'immondizia del milione e 400 mila abitanti di Torino e degli altri 49 comuni che conferiscono a Basse di Stura. Eppure quell'ammasso apparentemente inerte, di cui cercare di sbarazzarsi compattandolo con il peso delle ruspe, è un pozzo d'energia. Dopo un paio di giorni da quando un rifiuto finisce nella collinetta della discarica, infatti, inizia la sua trasformazione chimica che nel tempo provocherà il suo deperimento. E da quel processo si esala nient'altro che gas metano, lo stesso che potrebbe finire a riscaldare le caldaie di casa o alimentare le auto ecologiche. E la durata di questo processo è lunghissima, tant'è che a distanza di trent'anni dall'ultimo camion di spazzatura che si getterà a Basse di Stura, ancora si potrà catturare qualche grammo di metano. Intanto Iride ci alimenta oltre 40mila case, mentre attraverso un impianto di teleriscaldamento ci sono acqua calda e termosifoni bollenti "a impazzo zero" anche nella sede AMIAT di via Germagnano, dove lavorano quasi 600 dipendenti. Vent'anni fa, quando il primo collettore è stato installato, l'impianto si limitava a captare e bruciare il biogas. Ed era già un bel vantaggio per l'ambiente, visto che il metano che si sprigiona, se non viene trattato, è altamente inquinante, responsabile dell'effetto serra ancora più dell'anidride carbonica. Un sistema pionieristico, all'inizio, che nel 1994 si è evoluto in un impianto in grado non solo di catturare il biogas, ma di trasformarlo in nuova energia, senza impiegare una goccia di petrolio. E oggi, con l'installazione di quattro nuovi motori Jerbacher prodotti dalla General Electric, che si aggiungono ai sei già esistenti, si aumenta la potenza di questo sistema, diminuendo ulteriormente le emissioni inquinanti.
I primi ad accorgersi che qualcosa era cambiato sono stati i cittadini che abitano nei palazzi costruiti a pochi passi dalla discarica. Case vendute a prezzi calmierati, un investimento soprattutto per il futuro, visto che al 31 dicembre 2009 la discarica dovrà chiudere e al suo posto, come già avvenuto per la parte vecchia chiusa nel 2983, che ora è un parco naturalistico protetto dalla Lipu. Palazzi che fino a qualche anno fa erano ammorbati dalle puzze mentre oggi, con il miglioramento dell'impianto, nelle tubature si cattura non solo il gas, ma anche i cattivi odori, rendendo l'aria attorno se non profumata comunque non fetida.
E i vantaggi, oltre che per le casse dell'Amiat e il naso dei cittadini, sono anche per l'ambiente. Si calcola infatti che nel 2007 trasformare i rifiuti in energia, invece di produrre elettricità dal petrolio, abbia permesso di risparmiare 20 mila tonnellate di greggio. Inoltre captare e trasformare il metano nelle turbine consente di abbattere dell'83percent le esalazioni inquinanti che si formano nella discarica. Come dire che così fatta, Basse di Stura immette nell'atmosfera in un anno l'equivalente di 120 mila tonnellate di anidride carbonica, mentre in assenza di un simile impianto si calcola che la discarica torinese - che con i suoi 890 mila metri quadri di estensione tra parte nuova e parte già esaurita è la seconda più grande d'Italia dopo Roma - ne esalerebbe l'equivalente di 730mila.

jean
15/04/2008 - 22:20
mi fà piacere che vi siete interessati al tema..
io faccio parte del comitato rifiuti zero..per qualunque informazione mi potete chiedere o potete andare sul sito:
http://rifiutizerovda.altervista.org/
ci sono molte informazioni utili e anche un volantino che magari avrete già letto..
tra l'altro ogni tanto facciamo delle riunioni aperte a tutti e se siete interessati siete i benvenuti!
la prossima è questo venerdì alle 2030 nel salone parrocchiale di gignod.
sono d'accordo con voi sul fatto che il messaggio debba essere propositivo..
ciao jean

Francois
15/04/2008 - 22:12
Ciao a tutti, sono François.
Mi sono molto interessato al progetto termovalorizzatore e ho fatto alcune osservazioni al riguardo (che per altro sono state lette al direttivo di Legambiente, se non mi hanno riferito sbagliato).
Concordo con l'idea di Andrea nel dire che la nostra deve essere una campagna propositiva e che non vada contro e basta.
Studiamo bene cosa scrivere sui volantini: poche cose, pochi numeri, ma efficaci.

Andrea   Moderatore
15/04/2008 - 14:35
Per quanto riguarda la sensibilizzazione e l'informazione è ASSOLUTAMENTE ESSENZIALE non fare una campagna "contro l'inceneritore", ma "per il trattamento meccanico biologico".
Non agiamo di contrasto, ma agiamo di iniziativa!! Dobbiamo proporre!! E il no all'inceneritore è solamente una conseguenza della nostra proposta, che è migliore sotto tutti i profili (economico, per la salute pubblica, per la tutela dell'ambiente, etc.).

Se, al contrario, dessimo troppa importanza al "no inceneritore", molti cittadini di certo penserebbero che non siamo in grado di risolvere il problema dei rifiuti.

In sintesi: Attacchiamo!! Diciamo con grande forza che l'inceneritore nasce da un accordo sporco tra Caveri e altre belle(?) persone(?)!! Diciamo che NOI INVECE PROPONIAMO UN'ALTERNATIVA SERIA!!
NON BASTA ESSERE I MIGLIORI, BISOGNA ANCHE DIMOSTRARLO!! E, SI SA, MOLTE PERSONE NON SI INTERESSANO ALLA POLITICA, PERTANTO OCCORRE DARE MESSAGGI SEMPLICI, CONCRETI E UTILI, OLTRE CHE DERIVANTI DA IDEE BUONE. FACCIAMO VALERE LA NOSTRA RAGIONE. FACCIAMO SI CHE SIA CONDIVISA E ACCETTATA.

Queste devono essere le modalità con cui veicolare il messaggio ai cittadini!!
E' così che si vince!!

jean-louis
17/03/2008 - 20:26
TERMOVALORIZZATORE IN VALLE D’AOSTA:UNA FOLLIA!
SOLUZIONE EFFIMERA CHE ESAURIREBBE VELOCEMENTE LA NUOVA DISCARICA GIA’ PREVISTA A ISSOGNE.
L’ALTERNATIVA: TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO.


Non ero di quelli contro l’inceneritore senza se e senza ma.
Pensavo che potesse essere un male necessario in determinati contesti socio-ambientali (non in Valle d’Aosta), nell’attesa di potenziare la raccolta differenziata e della modifica della produzione industriale nell’ottica di arrivare ,attraverso questo periodo di transizione, all’obiettivo “rifiuti zero”.
Mi sono informato…e ho cambiato idea!
Perché?

1)Innanzitutto l’inceneritore non è la soluzione più economica.
Costa tantissimo( circa 100 milioni di euro ) ed è un investimento in perdita.
Negli Usa è dal 1995 che non ne costruiscono più! In Italia è conveniente alle amministrazione pubbliche solo perché siamo noi a sovvenzionarlo con le tasse (come fonte di energia rinnovabile: CIP6).
Costa 4 volte di più del trattamento meccanico biologico: per smaltire 1 ton. di rifiuti si spende dai 100 a 150 euro contro i 65 del trattamento meccanico biologico.

2) L’incenerimento produce meno energia di quanto ne viene risparmiata con il riciclaggio!
Infatti se brucio una materia prima dovrò poi spendere dell’energia per procuramela nuovamente. Questa energia è di gran lunga superiore a quella che produce un termovalorizzatore, tenendo conto inoltre che le materie prime NON sono infinite!
Attraverso il riutilizzo, il riciclaggio e il compostaggio si risparmia 3 o 4 volte più energia.
Precisamente l’energia risparmiata dalla raccolta differenziata rispetto a quella prodotta dall’incenerimento è 4,2 volte superiore per la carta e dal 10.2 al 26.4 per la plastica(a seconda del tipo).
Per quanto riguarda l’effetto serra un termovalorizzatore produce 46 volte più CO2 rispetto al riciclaggio più compostaggio!

3)Poi ci sono i rischi per la salute.
Per i vecchi inceneritori è documentata l’associazione con un maggior rischio di cancro, e altri effetti avversi (mal respiratorie, cardiovascolari, effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo)*1. Per i nuovi dicono “gli esperti” che non ci sono evidenze scientifiche che ne documentano i rischi per la salute.
Certo! Non è che il cancro te lo becchi in due giorni!..
Non servono le evidenze, ma basta il buon senso per affermare che ci sono i rischi.
I nuovi inceneritori emettono,anche se in quantità minore dei vecchi, delle diossine(ma anche PM 2,5, PM 1, nanoparticelle,furani,idrocarburi policiclici etc..). Si sa che,per esempio, le diossine aumentano il rischio di sarcomi(non solo) e che si accumulano nel grasso, nel latte e quindi nella catena alimentare. Vogliamo riempirne la terra e aspettare di avere le nostre benedette evidenze per fermarci quando sarà ormai troppo tardi?
Due ampi studi di coorte negli USA mostrano una mortalità crescente con livelli crescenti di inquinamento da PM2,5*2(soprattutto cardiopolmonare,ma anche respiratoria). Queste particelle più piccole, come anche i metalli, sono prodotte selettivamente dagli inceneritori(non solo) , sono rimosse in maniera incompleta anche dai nuovi macchinari e sono tossiche a concentrazioni molto basse.
I rischi quindi ci sono!
E se i rischi ci sono(come documenta la maggior parte degli studi) non è più razionale aspettare e vedere come si comporteranno quei pochi inceneritori di nuova generazione prima di costruirne a migliaia?*3

4)Non è che tutto viene incenerito e vola via!
Come nel caminetto di casa rimangono le ceneri: circa il 30percent del totale. Siccome però stiamo bruciando rifiuti va aggiunto un 5percent di ceneri pericolose,che per quanto ci riguarda andrebbero inviate in Germania(non gratis!) e stoccate nelle miniere di sale(perché non sappiamo come smaltirle!).

5) C’ è un’alternativa: il trattamento meccanico biologico.
Produce la stessa percentuale di residui dell’inceneritore(30percent).
Costa meno(un quarto).
I rifiuti vengono triturati e poi separati. Metalli,minerali,plastiche dure,carta,tessuti e legnami vengono riciclati.
La materia organica solida viene compostata, quella liquida digerita da batteri anaerobi con produzioni di biogas.
Questo processo è praticamente privo di inquinanti e i residui, essendo privi della matrice organica, non emettono gas serra una volta in discarica.

Quindi diciamo che l’inceneritore non è al momento attuale la soluzione ideale allo smaltimento dei rifiuti.
Come dicono anche le normative dell’U.E. prima c’è la riduzione,il riuso,la riparazione,il riciclaggio e poi i termovalorizzatori.
L’incenerimento è una soluzione sensata (non a mio avviso la ottimale) laddove, anche con una raccolta differenziata spinta la quantità di rifiuti residua sia ingente( o comunque almeno sufficiente ad alimentarlo) e non si sappia proprio dove metterli!
Detto questo ecco perché in Valle d’Aosta è una follia!
Siamo in 140.000(non 462.000 come a Bolzano).
Produciamo circa 100.000 tonnellate di rifiuti all’anno.
Oggi come oggi la raccolta differenziata è al 40percent. Il piano regionale prevede che nel 2011 sarà del 60percent.( La discarica di Brissogne si esaurirà nel 2012,termine entro il quale dovrebbe essere attivo l’inceneritore).
Quindi nel 2011 avremo circa 40.000 tonnellate di rifiuti da smaltire.
L’inceneritore previsto dalla regione(Studio Genon-Ziviani) brucierebbe circa 85.000 tonnellate(come quello di Bolzano).
Ne mancano 45.000 all’appello…dove si andranno a prendere?
Si vogliono prendere dissotterrando(pardon,bonificando) la vecchia discarica.
Tolto i dubbi sull’ineluttabilità della bonifica(sui quali lo stesso responsabile dello studio regionale Cossù fatica a rispondere) e il fatto che non ci sono precedenti in Italia di uno svuotamento di una discarica di 2 milioni di metri cubi( non sono rifiuti stoccati per essere inceneriti!) la cosa è incredibile è che cosi facendo avremmo più scorie che con un’ottima raccolta differenziata!
Se si arrivasse a una raccolta differenziata del 70percent( come sono arrivati per esempio a Novara,Salerno,Trento e come previsto dal piano europeo) i rifiuti residui sarebbero 30.000 ton.
Se su questi fosse applicato il trattamento meccanico biologico(che ha la stessa percent di scorie di un inceneritore:30percent) ne rimarrebbero 9.000!
Le ceneri residue dell’inceneritore da smaltire a Issogne sarebbero invece 25.500 ton. (30percent di 85.000) più 4.250 da spedire in Germania nelle miniere di sale(pagando)!
Notare che la quantità di rifiuti con una raccolta differenziata al 70percent senza trattamento meccanico biologico è pari a quelli che sarebbero i residui dell’inceneritore: circa 30.000 ton.
Se venisse applicato il trattamento la quantità di rifiuti sarebbe comunque inferiore anche se la raccolta differenziata si fermasse al 60percent!
Questo vuol dire che la discarica di Issogne durerà quasi il triplo (2.83 volte) se si farà il trattamento meccanico biologico rispetto ad un inceneritore!
Questi sono i fatti. Penso non serva aggiungere altro.
Dopo l’incontro con la terza commissione la gazzetta matin titolava:
“l’inceneritore si farà”!
Hanno già deciso e non ci hanno chiesto il nostro parere..
Vogliamo lasciarli fare?!






*1:-Elliot P 1996:cancer incidence near municipal solid waste incinerators
-Franchini M :Health effects of exposure to waste incinerator emission:a review of the epidemiological studies

*2:- Dockey DW: an association between air pollution and mortalità in six US cities 1993
-Pope CA:Particulate air pollution as predictor of mortalità in a prospective study of US adults
-Stephania A. Cormier :Origin and Health Impacts of Emissions of Toxic By-Products and Fine Particles from Combustion and Thermal Treatment of Hazardous Wastes
and Materials

*3: I Clorofluorocarburi(CFCs) sintetizzati nell’1928 furono propagandate come le sostanze chimiche più sicure mai inventate. Solo 40 anni dopo si scoprì che stavano producendo enormi buchi dell’ozono! Vogliamo continuare così fino a quando sarà troppo tardi?!



Tutti i dati citati la cui bibliografia non è specificata sono stati reperiti dalla seguente documentazione:


- Quarto rapporto della società britannica di medicina e ecologia (dicembre 2005)
-Gestione dei rifiuti a freddo. Lo stato dell’arte delle alternative all’incenerimento per la parte residua dei rifiuti municipali”. Greenpeace 2003
- Studio Genon-Ziviani
-slides Paul Connet
-il resto del carlino (6 aprile 2006 pag IX)



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